Relationship marketing e database management Relationship marketing e database management Relationship marketing e database management Relationship marketing e database management

IAB Forum 2010

La tartaruga Italia ha bisogno di una spinta. Novembre 2010

Lo IAB Forum 2010 di Milano è stato un vero e proprio fiume in piena; provocatore, denunciatore, come sempre portatore di innovazione e anche in streaming video. L’edizione di Wired, che ha accompagnato la rassegna, recita in copertina un imperativo “Sveglia Italia!”. I numeri presentati da Roberto Binaghi, presidente IAB sono stati ancora confortanti: web advertising + 3,2%, mercato internet in generale + 15% con una quota dell’11% sul totale degli investimenti in pubblicità e il raggiungimento del miliardo di euro di fatturato.

Con l’occasione sono state avanzate anche le previsioni di investimento e si ipotizza che nel prossimo triennio il web potrà arrivare ad un +50%.

Ma c’è il rovescio della medaglia che consiste nel grosso limite tecnologico che oggi frena la penetrazione del fenomeno internet in Italia. Le strutture non sono sufficienti  - mancano le autostrade telematiche – e la tecnologia wifi è stata soffocata da leggi statali troppo restrittive come se chi ci governa, oltre a non comprendere appieno le potenzialità di questo mezzo, ne avesse addirittura paura. Un caso tipo Obama in Italia non potrà succedere, purtroppo.

Sotto questo aspetto l’Italia è ignorante tant’è che l’utilizzo di questo mezzo sul target over 50 è molto basso ed il suo sviluppo, anche in chiave di e-government e utilities per la popolazione, viene sottovalutato e rimandato.

La prima provocazione lanciata durante il convegno di apertura è stata quella che propone di potenziare in autonomia la rete informatica; “facciamocela da soli e non aspettiamo il governo, per loro è più importante  il ponte sullo stretto di Messina”. Questa velenosa e vera affermazione ha sottolineato l’enorme gap tecnologico che vive oggi il nostro paese e che evidenzia come negli ultimi 10 anni, nonostante l’esplosione del mercato e l’incessante domanda di connettività a basso costo, l’Italia viaggi al ritmo di nazioni come Cipro.

Lo spazio per crescere ancora in doppia cifra c’è e lo dimostrano ad esempio i numeri relativi agli utenti connessi: 24 milioni di utenti di cui 20 che navigano abitualmente sui social network e con una previsione di sorpasso del mobile internet verso quello classico già nel 2012.

L’intervento successivo, ed il più atteso, di Chris Anderson (capo editore Wired Magazine)  ha evidenziato come negli Stati Uniti tutto ciò che noi aspettiamo con grande fermento … è già realtà da diversi anni. Anderson ha cavalcato il tema  provocatorio lanciato da Wired lo scorso agosto e che in modo dirompente scriveva: WEB IS DEAD. In realtà il web c’è ed è vivo ma è il concetto che abbiamo noi di esso che è morto. Il 2.0 dopo soli 3 anni dal suo esordio si reinterpreta e sfrutta al massimo le innovazioni tecnologiche e le nuove modalità di fruizione del servizio internet. Non solo allacciandosi al gigantesco fenomeno del social network ma guardando al nuovo modo di fruizione dell’informazione e utilizzo del proprio tempo libero. iPhone, iPad e tutti gli altri smartphone e tablet appena rilasciati dalla principali case creatrici di techno-accessori hanno dettato l’evoluzione del sistema e definiranno i trend ed il tempo di tutti noi.

Il “freemium model” è vincente, appassiona, incuriosisce e offre la massima libertà agli utenti: scarico una Lite App gratis, la provo e se mi piace compro la versione Premium; diversamente sarò libero di sbarazzarmene e sceglierne un’altra fra migliaia di simili. Negli States Il mondo dell’informazione e della carta stampata guarda al fenomeno tablet non con timore ma bensì con interesse perché intravede già una grande opportunità di business; un magazine digitalizzato potrà comunque continuare ad essere a pagamento perché oltre alla notizia offrirà tutta una serie di servizi ed “esperienze” interattive, personalizzate e ludiche che varranno molto di più rispetto ad un semplice foglio di carta. Sarà tutto più immediato, green, facile, comprensibile e nel massimo rispetto della “simplicity”. Si stima che nel 2025 i principali tabloid americani smetteranno di stampare carta.

Dopo questo “insegnamento” e illuminazione è stato il momento di Domenico De Masi, noto sociologo e professore presso La Sapienza di Roma, che ha realizzato un quadro sociale e culturale italiano che, in maniera pungente e ironica, ha sottolineato come Internet faccia bene all’umore ed ai propositi. La società oggi viene spaccata in “analogica” o “digitale”: i primi sono di norma quelli pessimisti e conservatori, gli altri quelli più ottimisti e propositivi. Questo è in parte legato al passaggio epocale dalla società industriale a quella post industriale che si basa maggiormente su esigenze personali, beni immateriali, informazioni e simboli. Nel nostro futuro ci sarà più tempo libero e le attività “manuali” saranno sostituite quasi completamente da quelle meccaniche. In questo quadro coloro che svolgeranno mansioni intellettive e creative, grazie alla tecnologia, proveranno maggiore piacere e divertimento nelle loro attività e il problema si sposterà su come “occupare” il tempo libero ma in questo, come già succede adesso, ci penseranno internet (se ancora si chiamerà così) o le application presenti sui nostri smartphone e tablet. La ricerca della qualità aumenterà in modo esponenziale e la “precisione “ tanto ricercata oggi diventerà un fatto consolidato e scontato.

La strada è dunque tracciata ma fare oggi previsioni di questa portata, nel pieno di una forte e lunga crisi economica, genera alcune perplessità; non tanto sulla fattibilità di certe cose ma piuttosto sui tempi in cui si avvereranno questi cambiamenti, quale riscontro avranno sulla società e soprattutto se potremo permetterceli in larga scala. Ottimisti si ma moderatamente.

 

Creative Commons