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In media stat budget

Come cambia la distribuzione dei budget nei media digital

Agosto 2011

Cambiano gli strumenti, si spostano i budget media. Fondamentale è capire come.

Fino a poco tempo fa i centri media si preoccupavano di allocare il budget sui media tradizionali: televisione, outdoor, radio, giornali.

Poi è diventato popolare internet e con esso anche la possibilità di dare visibilità alle proprie campagne anche online, acquistando spazi sui siti ed investendo non solo sul mondo del display advertising, ma anche sul posizionamento nei motori di ricerca e relativo ranking.

Ma in generale, sui paid media come sono allocati questi investimenti?

La TV la fa ancora da padrona. Nonostante il fermento del digital, è ancora il media che assorbe la maggior parte degli investimenti in comunicazione, ma internet sta crescendo sempre più, spostando delle significative quantità di budget che una volta venivano allocate sugli altri media. La differenza? Nel trattamento del dato in sede di reportistica. Il digital offre strumenti sempre più raffinati per un'analisi qualitativa e quantitativa dei risultati di campagna.

Negli Stati Uniti Twitter, YouTube e Hulu offrono delle opzioni di advertising personalizzate e Facebook all’inizio dell’anno è stato classificato tra i primi 10 servizi di online advertising. Il ranking social potrebbe rappresentare una nuova frontiera nell'investimento media. In questo senso , Google Plus sembra essere il primo a poter seriamente coniugare il SEO tradizionale con le preferenze espresse all'interno di un'ambiente social.

Leader della raccolta pubblicitaria rimane Facebook, la rete sociale che registra ormai oltre 500 milioni di utenti, con un volume di advertising online di 1,3 miliardi, praticamente quasi la metà di tutti gli investimenti effettuati sul mercato USA. Uno studio di eMarketer, per la prima volta, menziona anche Twitter, il sito di microblogging più usato al mondo, che grazie alla sua nuova piattaforma ha recentemente aperto le porte agli advertisers.

In questo senso, sono in forte aumento gli strumenti online per la misurazione della brand influence e brand reputation sul social media come ad esempio Klout.

Degli investimenti effettuati online quasi metà viene investito sulle ricerche e un quarto nel display, a testimonianza del fatto che la circolazione dell'informazione e la sua reperibilità stanno diventando più richeste, ed evidentemente più performanti rispetto ad una comunicazione  “classica” come il display.

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