Quando il consumatore ingaggia il venditore – ottobre 2008
A cura di Gioia Feliziani
Allo studio una nuova disciplina per l’analisi e creazione di sempre nuovi strumenti di relazione tra venditori e consumatori, in un’ottica ribaltata: è quest’ultimo che sale alla guida.
In un mercato dove, grazie alla diffusione delle nuove tecnologie, il consumatore diventa sempre più autonomo, critico, protagonista ed intraprendente è impensabile e velleitario per le aziende il voler gestire la relazione con i consumatori dall’alto.
E’ questo uno degli assunti del già citato Cluentart Manifesto (1999) divenuto sempre di attualità, sino ad essere la reatà.
Nel 2007 uno dei fondatori, il blogger ed articolista Doc Searls ha voluto fare un ulteriore passo in avanti verso la democratizzazione dei mercati con guidando il VRMProject.
Basato al Berkam Center for Internet and Society dell’Harvard University, con lo scopo di “sviluppare strumenti per l’indipendenza dei consumatori e per l’instaurazione di relazioni con i venditori” come cita il sottotitolo del blog del progetto (http://blogs.law.harvard.edu/vrm/), nel VRM Project converge l’impegno ed il lavoro di altri istituti ed associazioni quali il “Buyer Centric Commerce Forum”, il gruppo “Identity Commons” e “Project Liberty”.
Il VRM (Vendor Relationship Management) vuole essere il collaboratore del CRM (Consumer Relationship Management). L’assunto dei sostenitori del progetto VRM è che le aziende non sono in grado di instaurare un rapporto efficacemente personalizzato e proficuo con il consumatore senza la collaborazione attiva di quest’ultimo.
Allo stesso modo, il consumatore è visto come “making and investing in human life”... come un’unità produttiva che per far funzionare la sua economia quotidiana ha bisogno di interfacciarsi sistematicamente con venditori, fornitori e servizi. Il consumatore è quindi un procacciatore attivo di affari ed “occasioni”, ed il VRM si offre l’obbiettivo i fornirgli tutti gli strumenti per ottimizzare questa sua attività quotidiana.
Un esempio tra i più semplici ma allo stesso tempo esplicativi di uno strumento di VRM già accessibile su web, è uno dei tanti comparatori di prezzi, che permette al consumatore di mettere a confronto le offerte e le condizioni d’acquisto di diversi venditori per lo stesso prodotto.
E’ di recente nata la sezione italiana del Progetto VRM a cui Antonio Tombolini, sostenitore e contributore, durante l’ADVCamp che si è tenuto lo scorso settembre a Riva del Garda ha invitato tutti gli interessati a partecipare. Iniziando il suo intervento con la provocazione <> perché, sostiene << il rapporto costo / benefici non sta in piedi e la soluzione sta, appunto, nel VRM e la possibilità che esso offre di distribuire il “peso” della costruzione della relazione tra entrambe le parti in gioco >>.
Ad un patto però: che gli strumenti di VRM siano compresi, siano usabili e diano valore aggiunto ai consumatori in primis, e alle aziende.
E’ questa reciprocità alla base del VRM e, secondo i suoi sostenitori, del futuro dei mercati.