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Dura a morire: è l'email marketing

Il sex appeal dell'email.

Luglio 2011

Un'indagine rivela che le piccole e medie imprese continuano a preferire l'email-marketing come strumento di promozione. Più di Facebook e dei social network.

Da un’indagine rielaborata dalla società americana FlowTown emerge che le piccole e medie imprese continuano a preferire l'email-marketing come strumento di promozione dei propri prodotti e servizi. Con uno scarto percentuale al 92%, la newsletter informativa si posiziona al secondo posto subito dopo il sito internet ma ben prima delle attività su social network che riscuotono il 63% delle preferenze.

Le pmi dunque preferiscono le email. E gli utenti? Di certo non temono di cliccare, a patto che le informazioni comunicate siano davvero rilevanti, cioè siano legate a prodotti e servizi di loro interesse. I tassi di apertura e conversione e i click-through suggeriscono inoltre che a guidare l'azione di apertura sia ancora più il testo delle immagini. I lettori leggono e poi guardano, sembrano dirci questi dati. Ma non è tutto.

Come ben sanno i comunicatori di professione, lettori essi stessi di decine di newsletter al giorno, uno dei fattori di successo di una email è nel subject, quei 60 caratteri o poco più che in pochi secondi devono convincere il destinatario che le informazioni contenute nell'email valgono (in denaro) il suo tempo. Stuzzicante tanto da indurre a cliccare ma anche consistente da conquistare la fiducia, perché il secondo invio non sia cestinato all'arrivo: il sex appeal di un'email deve essere reale e non simulato.

Ma cosa comunicano le pmi attraverso l'email-marketing? I dati riportano che nella maggior parte dei casi si tratta di newsletter (55%), seguita da comunicazioni e promozioni (ciascuno 18%), inviti a eventi (5%) e infine sondaggi (3%) e altro (1%).

Le proiezioni per il futuro sono incoraggianti. A fronte di una percentuale del 36% di aziende che al momento non ha attività di email-marketing ma che programma di farne in futuro, gli investimenti sono importanti: da qui al 2014 cresceranno dell'11% toccando la cifra di 2 miliardi di dollari.

Un ultimo dato su cui riflettere: nel 2010 per ogni ordine effettuato i rivenditori hanno investito solo 6,85 dollari, la cifra in assoluto più conveniente dell'online marketing.

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