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Email: i suoi primi quarant'anni

Nel 1971 la prima email.

Luglio 2011

Tempo di auguri e di bilanci per l'email: la spensierata chiocciolina compie quarant'anni e nonostante l'età non dimostra segni di invecchiamento, anzi. È più viva che mai.

Ci hanno provato in tanti a decretarne la morte e a mandarla in soffitta, ma l'e-mail a quarant'anni dalla nascita non solo è uno degli strumenti di comunicazione digitale più usati, ma mantiene una precisa identità in tempi di social network e microblogging.

È il 1971 quando l'ingegnere informatico Ray Tomlinson, laurea al MIT di Boston e parte del gruppo di sviluppo di ARPAnet, invia il primo messaggio di posta elettronica. Il brillante scienziato non ricorderà mai più il contenuto della prima conversazione fra due macchine, ma a proposito del simbolo @ che precede il destinatario sappiamo che fu scelto perché tasto poco usato, sebbene presente sulla tastiera delle macchine da scrivere anglofone fin dal 1900.

Qualche linguista italiano sostiene che le origini della chiocciolina, in inglese commerciale corrispondente all'abbreviazione di at the rate of, siano da rintracciarsi in un documento siglato dal mercante veneziano Francesco Lapi il 4 maggio 1537. Vero o verosimile che sia, da quel momento la chiocciolina e l'email iniziano un’inarrestabile conquista dei cuori di milioni di utenti.

Nel 1976 la regina Elisabetta II è il primo capo di stato a inviare un’email. Due anni dopo, nel 1978, lo strumento varca la soglia dei laboratori universitari ma è solo nel 1982 che il termine email è ufficialmente coniato. Nello stesso anno, Scott Fahlman unisce ai due punti una parentesi, inventando il primo emoticon di sempre.

Il resto è storia: la prima versione Outlook nel 1997, il primo Spam Can Act nel 2003 per tutelare l'invio di comunicazioni commerciali fino all'arrivo dirompente di Facebook e Twitter che però non hanno ridotto lo scambio di email semmai lo hanno moltiplicato. Fedele a se stessa, l'email ha continuato a unire a costo (quasi) zero e in tempi (quasi) nulli, gli utenti di tutto il globo.

Una curiosità: avete notato che in questo articolo compare la scritta email tutta attaccato? Dopo anni di diatribe, The Associated Press Stylebook, la guida "salvastile" della stampa americana, ha ufficialmente accettato la versione senza trattino. Con buona pace di chi continua a leggere in quella "E" una rivoluzione elettronica copernicana.

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