Facebook aggiorna la celebre teoria dei sei gradi di separazione.
Dicembre 2011
I social network, Facebook in testa, hanno reso la nostra architettura sociale ancora più semplice. Nel digitale, le distanze si accorciano ed è più facile essere amici.
La notizia farà felici gli appassionati dei poke agli amici degli amici, i pr digitali, i fan del Like su bacheche altrui e i supporter delle amicizie strette in un clic: il mondo è diventato davvero più piccolo se, grazie ai social network, tra me e uno sconosciuto c'è una distanza di sole quattro persone.
Il risultato che aggiorna la teoria dei sei gradi di separazione del sociologo americano Stanley Milgram emerge da uno studio pubblicato di recente da un team dell'Università degli Studi di Milano. Grazie a un algoritmo, i ricercatori hanno dimostrato che per il 92% degli iscritti al popolare social network la distanza media tra individui sia di poco più di quattro gradi o quattro persone.
I social network permettono dunque di raggiungere chiunque grazie a un numero limitato di passaggi che tendono a concentrarsi per fasce anagrafiche a livello locale: la maggior parte delle connessioni avviene, infatti, tra persone dello stesso paese e della stessa età. Se integriamo questa considerazione con il dato medio dei contatti di ciascun utente - salito in pochi mesi da 130 a 190 - è evidente come le interazioni crescenti e l'incremento della base utenti di Facebook facciano gola a moltissime aziende, attirate dalla possibilità di sfruttare le molteplici connessioni dei propri contatti.
Su un aspetto bisognerebbe però riflettere, cioè sulla distanza "emotiva" degli amici digitali. Non sempre gli amici di Facebook sono persone che un utente realmente incontra e frequenta nella vita reale e al cui giudizio o passaparola digitale è sensibile.