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Il fenomeno CINA

L'assalto del Dragone: il fenomeno CINA - settembre 2005

Il fenomeno Cina, un argomento di sicuro interesse e che gli investitori di mezzo mondo guardano con attenzione. La Cina è destinata ad influenzare in modo davvero significativo l'economia mondiale e apre, agli imprenditori più avveduti, incredibili occasioni per incrementare ed espandere il proprio business.


A differenza dei mercati occidentali la Cina si presenta con regole di mercato proprie e singolari: i road show ad esempio vengono vissuti come comunicazione diretta al consumatore, sia in centri commerciali high end che di grande traffico. Un concetto di comunicazione mobile che permette al negozio o il megastore di diventare anche mezzo di comunicazione.


Il mondo dei media è frammentato. Pochi titoli o programmi TV che coprono l'intero territorio, pochi ed imprecisi sistemi di monitoraggio che rendono difficile capire la bontà  dell'investimento. Data la dimensione territoriale l'investimento va suddiviso per aree di mercato perché i costi di copertura nazionale sono alti. Basta vedere alcuni numeri per capire il fenomeno: 600 città , 7 lingue ufficiali e più di 80 dialetti. Quello che si vende a Shangai è magari invendibile al nord. Anche il prodotto quindi gioca una parte importante e deve essere personalizzato.
I cinesi sono particolarmente attratti dalla forza comunicativa dei testimonials internazionali o dalle star locali che vengono utilizzati sia in pubblicità  che in PR. Proprio quest'ultimo è un ottimo mezzo per ottenere una buona copertura stampa perché i media sono interessati a conoscere la storia dietro il marchio.
A livello emozionale, per una comunicazione efficace, la traduzione in ideogrammi del nome della società  deve evocare immagini positive; è molto importante la scelta del colore, che ha significati diversi rispetto all'occidente.
I prodotti vincenti sono quelli "universali" infatti lo stesso deve funzionare trasversalmente nel nucleo famigliare con età  diverse.
Gli esperti di marketing e comunicazione puntano i riflettori sulla forza vendita costantemente aggiornata, alla creazione di una banca dati e la concentrazione del business negli ipermercati.
In Cina ancora oggi è un mercato da risultati a lungo termine: a Taiwan in 6 mesi si sa se il prodotto lanciato è di successo o no mentre in Cina un flop dopo 6 mesi può essere un grande successo dopo 12.


La Cina dal canto suo non sta solo a guardare cose fanno gli investitori esteri infatti negli ultimi tempi l'Occidente osserva timoroso la rampante crescita delle grandi potenze asiatiche. Adesso la Cina prepara un ulteriore assalto alle economie di tutto il mondo, dopo il putiferio scatenato (sopratutto in Italia) con la fine delle quote tessili. Il prossimo obiettivo del Drago è raggiungere il vertice nella produzione mondiale ad alta tecnologia, grazie all'appoggio della vicina India.
La Cina, con oltre 40.000 aziende hardware (tutte concentrate nella parte sudorientale del paese), esporta circa il 66% del totale dei pezzi prodotti: un giro d'affari pari a 250 miliardi di Yuan, circa 23 miliardi di euro. Le cifre parlano chiaro: ci sono tutti i numeri per fare paura all'Occidente.