Alla riscoperta di una sana abitudine nel fare comunicazione – febbraio 2007. A cura di Diego Rosso
Occupandoci quotidianamente di comunicazione esterna ci rendiamo conto ogni giorno di quanto la fase di test del proprio lavoro o del proprio progetto sia imprescindibile per avere risposte puntuali e per continuare nella giusta direzione.
Ogni attività vive di varie fasi, tutte di uguale importanza: una prima fase di progettazione, una fase di test, una di valutazione dei feedback ed infine la fase terminale di “tuning”. Non sempre, inoltre, la fase di test è unica, potrebbe essere suddivisa in più step. Le attività di webmarketing in questo senso, grazie agli split test, sono un esempio da seguire. Ciò dipende anche da com’è articolata l’iniziativa, in questo caso anche le fasi di analisi post-campagna saranno molteplici.
Nei progetti di ricerca, spesso, la parte iniziale comprende anche quella di test e oltre ad essere molto delicata è piuttosto lunga. Ne consegue talvolta un impiego di molte risorse, sia umane che economiche. Se si riesce ad avere una buona base da cui partire, avendo potuto constatare i limiti e apportando le giuste migliorie al progetto, la strada poi sarà sicuramente in discesa.
Navigando in rete ci sono purtroppo molti esempi di siti, portali, e-commerce e quant’altro dai quali si evince una completa mancanza di test e analisi. Purtroppo molte volte l’immagine ed il voler apparire in un certo modo prevale sulla funzionalità e questo influenza le performance attese.
Non sono certo da meno anche le campagne off-line anzi, a perdere maggiore terreno in quest’ambito sono proprio loro. Tempi e costi nel corso degli ultimi anni si sono rivelati dei pessimi alleati. Potrebbe essere una risposta, ma sarebbe alquanto grave assecondare questa tendenza. Perche?
Perché apportare delle modifiche a conclusione del progetto è molto più oneroso e a volte non è addirittura possibile. Chi proviene dal mondo del marketing relazionale lo sa e fa veramente fatica a comprenderne le motivazioni e nonostante tutti i cambiamenti di questi ultimi anni continua nella sua “crociata” verso la sana abitudine di fare comunicazione in modo più scientifico e mirato.