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Lunga vita al mailing

La ripresa della comunicazione offline – aprile 2007 A cura di Marco Rosso

Un po’ di anni fa, nel pieno dell’effervescenza di internet, qualcuno aveva sentenziato la fine del mailing cartaceo, ormai troppo obsoleto e costoso per reggere il confronto con le nuove tecnologie di comunicazione diretta ed interattiva. Qualcuno aveva anche affermato che i quotidiani cartacei e le loro tirature sarebbero diminuiti, che non avremmo più ricevuto un estratto conto cartaceo e che l’e-commerce avrebbe rivoluzionato le logiche di distribuzione. Un po’ più di anni fa sempre qualcuno aveva decretato la morte della radio con l’avvento della televisione.
 
Oggi il panorama è molto diverso, i nuovi media si sono affermati e sono un elemento fondamentale nel mix della comunicazione ma, nel contempo, le tecniche di comunicazione “old economy” stanno continuando ad essere efficaci e i relativi budget stanno aumentando.
 
Le ultime notizie diramate da UPA confermano in modo trasparente i volumi di crescita dell’ultimo anno e le prospettive di incremento del 2007, già peraltro confermate da un buon trend di questo primo trimestre.
 
I motivi sono tanti e con un’analisi superficiale si potrebbe arrivare alla ovvia conclusione che il canale, o meglio, i canali di comunicazione dipendono dalle esigenze di marketing, dal livello culturale del target di riferimento e dalla tipologia del prodotto/servizio.
 
Recenti studi condotti negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna, storicamente paesi pionieri nel mondo della comunicazione, hanno evidenziato che il “ritorno” del mailing è determinato dalla crescita dell’email marketing. In particolare hanno rilevato che la degenerazione dell’attività di email, il cosiddetto spamming, sta diventando il vero motore dell’attività di mailing cartaceo.
 
Un po’ di anni fa il mailing cartaceo era considerato dai puristi della comunicazione come un mezzo intrusivo che violava la privacy degli individui. Oggi, e le ricerca lo provano, il consumatore ha cambiato opinione e valuta il mailing come uno strumento di comunicazione non intrusivo in antitesi allo spamming che tale lo è per definizione.
 
Da sottolineare come abbiano contribuito anche in modo positivo tutta una serie di vincoli legislativi (vedi legge privacy) e contestualmente l’aumento delle tariffe postali. Queste due componenti hanno portato gli specialisti di settore a studiare e realizzare campagne sempre più mirate, personalizzate, che comunicano offerte reali, che sono in sintonia con il target, che portano contenuto e che danno un vero valore aggiunto alla comunicazione tradizionale 1to1.
 
Da un punto di vista professionale nel corso degli anni c’è stata una naturale selezione ed evoluzione degli addetti ai lavori nell’ambito del direct marketing, se non altro per le necessarie competenze tecniche e di comunicazione. Il Web sta ancora vivendo la fase pionieristica con un’offerta variegata e non sempre all’altezza della situazione proprio perché le tecnologie per accedere a questo mercato sono più diffuse e fruibili, generando talvolta “improvvisazione”.
 
Si è venuta quindi a creare una situazione paradossale, lo strumento che doveva uccidere il mailing è di fatto la garanzia per il suo futuro.