Personal tools
You are here: Home Il caso Facebook
Document Actions

Il caso Facebook

last modified 2008-07-29 17:56

l’Adv tradizionale sui social network non funziona, molto più efficace il viral, buzz e CRM - agosto 2008

A cura di Gioia Feliziani
 

Facebook, con i suoi 90 milioni d’utenti unici attivi, 24 mila foto uploadate ogni giorno ed i suoi sei milioni di gruppi, in soli quattro anni è riuscito a divenire il social network più trafficato.

Il segreto del successo? L’aver compreso ed inglobato, anche innovandoli, i fondamenti del web 2.0, vale a dire la centralità dell’utente, la socialità della fruizione e la condivisione di contenuti ed interessi. Facebook riesce a sfruttare network territoriali e sociali già esistenti (come l’appartenere alla stessa nazione, studiare nello stesso college o lavorare nella stessa azienda..) per autoalimentarsi attraverso il meccanismo del passaparola.

 

Da solo pochi mesi, dal novembre 2007, il social network si è aperto alle imprese iniziando con l’introduzione di “Facebook Bacon”, un innovativo modo di “distribuire socialmente” le news riguardanti le aziende: basta inserire tre righe di codice, ed il gioco è fatto!

Quando un utente loggato Facebook compie delle azioni in un altro sito sociale affiliato al programma, come ad esempio eBay, è avvertito che sta per inviarne la notizia ai sui amici attraverso i News Feed o le Mini- Feed stories inseriti nell’home o nel profilo. In questo modo l’utente, se lo desidera, può soddisfare il suo desiderio di comunicare in tempo reale la sua vita ed il suo quotidiano, mentre l’azienda può beneficiare del meccanismo del Buzz.

Sempre nello stesso mese è stato lanciato il “Facebook Ads”, un insieme di strumenti messi a disposizione alle aziende come la possibilità di creare gratuitamente una pagina brandizzata, il sistema degli annunci sociali (annunci di testo con immagine, profilabili secondo il target di interesse) ed un contatore dedicato per monitorare il successo della campagna.

 

Ma il sistema “Facebook Adv” funziona? Secondo Auinteractive.com e Nick O’Nail… NO.

Il CTR medio sembra, infatti, essere molto basso (0,08%). Auinteractive ha inoltre confrontato Adv Facebook e Google Adwords, non solo in relazione ai dati delle campagne ma anche al comportamento degli utenti dopo aver clickato l’annuncio, dimostrando che Adwords di Google riesce a raggiungere utenti più targettizzati. In sostanza, nelle community è impossibile applicare le stesse logiche dell’Adv utilizzata all’interno tipologie di siti di natura completamente diversa.

 

Gli utenti di un Social Network non solo sono fidelizzati e molto più concentrati sui contenuti piuttosto che sulla pubblicità, ma provano una vera e propria avversione rispetto a quest’ultima ritenuta un’intrusa in un spazio sentito di loro proprietà.

 

Le aziende per essere ascoltate devono adottare lo stesso linguaggio degli utenti e contribuire con contenuti ed argomenti e, soprattutto, essere aperta alla discussione ed al confronto.

Anche le imprese, in sostanza, nella sua comunicazione deve comprendere ed inglobare i fondamenti del web 2.0: centralità dell’utente e condivisioni dei contenuti appunto.

All’interno delle community può essere efficacemente attivato il meccanismo del passaparola, del viral e dei gift o applicazioni e Facebook offre grandi opportunità in tal senso.

La pagina personalizzata è ottima quando il Brand è già noto e riconosciuto come portatore di valori sociali o di status. Attraverso la pagina le aziende possono tenere sempre aggiornati i loro “fan” (così sono chiamati gli iscritti) con le ultime novità, oltre che distribuire e far circolare immagini e video ed organizzare “eventi” reali o virtuali, tramite un’apposita applicazione. Nel momento in cui un’utente si scrive ad una pagina, questa sarà indicata all’interno del profilo personale e le sue azioni compiute al suo interno come, ad esempio, l’aver postato un messaggio in bacheca o all’interno delle discussioni, è comunicata attraverso i feed ai suoi amici: in questo modo si ricrea il meccanismo del passaparola.

Creare un gruppo intorno a delle tematiche di interesse in qualche modo connesse al brand, può essere una valida alternativa nel caso di aziende meno conosciute o che in ogni modo vogliono spingere una politica di brand awarenes. Si iscriveranno coloro che sono interessati agli argomenti prodotti potendo postare oltre che ai messaggio altro materiale come video e foto. Si sentono protagonisti e condividono qualcosa con il brand: queste saranno le leve della comunicazione.

All’interno della piattaforma Facebook è inoltre possibile diffondere video ed immagini viralmente grazie al meccanismo del forward dei “Fun Wall” inseriti all’interno delle pagine personali.

Uno strumento molto utilizzato sono le applicazioni: giochi, test e quant’altro che permettono al brand di coinvolgere gli utenti in un contesto ludico e di socializzazione.

Se fino ad oggi le applicazioni erano uno strumento libero che poteva essere creato e diffuso sia dal singolo sviluppatore sia dalle aziende, è proprio di questi giorni la notizia che Facebook vuole prendere in mano le redini: le applicazioni saranno vagliate prima di essere diffuse, per fare in modo che divengano, o è più corretto dire continuino a divenire porte aperte allo Spam o pubblicità occulta.

News
News
CRM news
Read more...
Promotional Video
Promotional Video
DM GROUP discover with video