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Mobile contest: chi vincerà?

Le piattaforme Apple, Android e Windows Phone a confronto

Dicembre 2010


La battaglia per la conquista del mercato smartphone è appena iniziata ma appare evidente fin da ora che si combatterà, più che sul fronte dei singoli device, su quello delle piattaforme. Android, Apple e Windows i protagonisti decisi a guadagnarsi insieme al cuore degli utenti, quote rilevanti di fatturato.

Lo scenario è davvero avvincente e, come spesso accade nel settore tecnologico, il debutto di nuovi prodotti è sempre accompagnato da anticipazioni, indiscrezioni, recensioni entusiastiche o valutazioni negative che infuocano la Rete e popolano le riviste specializzate.

È il caso del nuovo OS Windows Phone 7, lanciato troppo di recente per aver già influenzato le quote di mercato ma capace di scatenare fra gli appassionati in pochissimi giorni confronti, elogi e stroncature. Windows Phone 7, arrivato troppo tardi, dicono i detrattori, rispetto all'inarrivabile Apple in testa alle classifiche di vendita con iPhone, si è giovato di questo ritardo per studiare i competitor e integrare soluzioni che risolvono in parte le falle ascrivibili ai sistemi operativi concorrenti.

Tra i punti a favore della proposta dell'azienda di Redmond vi sono l'integrazione dei servizi di gaming Xbox Live, di musica e multimedia Zune, di ricerca e navigazione Bing e della suite Office; inoltre, l'interfaccia è molto accattivante, intuitiva e migliorata rispetto alla versione 6.5. Tra gli aspetti che ancora non convincono gli utenti, l'impossibilità di effettuare tethering e la mancanza, temporanea assicurano i sostenitori, della funzione copia e incolla nella suite office e dei programmi di navigazione oltre all'impossibilità di accedere ai contenuti Flash. La chiusura del sistema, sebbene positiva per la stabilità e accompagnata da esaustivi kit di sviluppo che da sempre fanno felici gli sviluppatori, si scontra con la filosofia open-source che ha favorito il successo di Android.

Per Android, apertura del sistema significa personalizzazione, ed è proprio in questa direzione che il mercato sembra orientarsi. Per il robottino verde il momento è speciale: l'imminente rilascio di Android 3.0 Gingerbread ha creato attenzione (e marketshare) importanti. Qualcuno vocifera che la nuova versione proporrà integrazioni con i social network, compatibilità con HTML 5 e GTalk oltre alla possibilità di videochat. Di sicuro, nella versione 2.2 i vantaggi vanno dalla già menzionata personalizzazione (di interfaccia, di browser), alla presenza di Google Maps e di Flash Player, alla possibilità di fare tethering. Aspetti negativi? Certamente la minor semplicità di programmazione, la mancanza di un servizio di assistenza pari a quello di Windows e l'assenza di requisiti minimi di hardware e software probabile causa di grattacapi per gli utenti.

Incalzato da Android, che nell'ultimo trimestre ha registrato crescite sbalorditive, Apple rischia di perdere la posizione di dominio, dettata finora sia dal posizionamento vincente del brand Apple sia da caratteristiche del prodotto iPhone che lo rendono particolarmente amato fra i consumatori. L'interfaccia di iOs, facile e intuitiva, è di certo un elemento a favore così come la stabilità del sistema, accompagnato da aggiornamenti frequenti e molteplicità di applicazioni, la presenza di un browser affidabile come Safari, la possibilità di accedere a contenuti Flash grazie a Skyfire, come già accade per Android.

Ciò che appare evidente è la fluidità di un settore ricco di opportunità da cogliere al volo e che non conosce battute d'arresto; un segmento di mercato in cui la concorrenza serrata è un motore formidabile di crescita, alimentato da innovazione e tempismo. La sensazione è che gli utenti vogliano premiare la personalizzazione e la possibilità di modifiche senza però voler rinunciare, allo stesso tempo, a coerenza della user interface e a stabilità di sistema. La quadratura del cerchio? Forse non ne siamo così lontani. I colossi Microsoft, Google e Apple sono avvertiti.

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