L'App Store traccia nuovi scenari di mercato
Febbraio 2011
Il nuovo App Store registra già un successo mondiale, aprendo uno scenario interessante per la comunità di sviluppatori e per la stessa azienda di Cupertino.
Una ne fa, mille ne pensa: anzi, verrebbe da dire che ne pensa e ne fa anche molte di più, perché la sua azienda, la Apple, è una fucina inarrestabile di novità e idee. L'ultima di Steve Jobs? Il nuovo App Store, lo store digitale per avere sul proprio Mac le applicazioni più innovative e divertenti, gratis o a pagamento, ideate dagli sviluppatori e recensite dagli utenti.
Disponibile come aggiornamento software per i Mac con Mac OS X Snow Leopard, App Store permette di sfogliare per categoria, scaricare e installare app nel dock con un semplice click, esattamente come avviene per iPhone, iPad e iPod touch. Migliaia le app pubblicate, divise in categorie con prezzi che variano da uno, la maggior parte, a 100 dollari. Giochi, lavoro, musica, viaggi e molto altro ancora: ogni giorno vengono rilasciate app che migliorano, arricchiscono e facilitano le nostre attività.
Il lancio ufficiale, lo scorso 6 gennaio, ha registrato nelle prime ventiquattro ore almeno un milione di app scaricate, aprendo uno scenario interessante per la comunità di sviluppatori e per la stessa azienda di Cupertino. Da una parte c'è l'incredibile vetrina dell'App Store e la sua risonanza mondiale: comparire fra le app pubblicizzate, e raggiungere milioni di utenti, è una ipotesi che fa gola a molte aziende; dall'altra rimangono dubbi sulla libertà degli sviluppatori indipendenti, invitati a rispettare precisi parametri, sull'utilizzo di alcuni prodotti - emblematico il caso del software gratuito VLC prima inserito in vetrina e poi rimosso per incompatibilità, pare, di licenze-, e sull'esiguo, per ora, numero di app gratuite stimato meno di un centinaio.
Sembra inevitabile che presto i competitor di Apple - Microsoft prima di altri - proveranno a rispondere alla Mela lanciando canali di distribuzione di software alternativi, offrendo condizioni più vantaggiose per i developer, allettati - sperano nella azienda di Redmond - dalla maggiore diffusione della piattaforma Windows.