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Poste Italiane sulle nuvole?

Il cloud computing vuole sicurezza e affidabilità

Luglio 2011

Il recente caso del black-out di Poste Italiane riporta in primo piano la sicurezza dell’infrastruttura informatica. Ma c'è chi ha già scagionato i servizi di cloud computing accusati dei disguidi.

I primi giorni di giugno saranno ricordati come i peggiori di Poste Italiane e forse i più difficili da gestire per IBM e HP.  Il black-out che ha impedito per giornate intere di pagare bollette e bollettini, ritirare e versare soldi in tutta Italia ha visto in un primo momento sul banco degli imputati un bug del sistema di cloud computing, servizio di recente acquistato dall’azienda italiana dai colossi IBM e HP.

Mentre gli uffici postali di tutta Italia erano in tilt e migliaia i cittadini inferociti per i danni subiti, sulla Rete si moltiplicavano le discussioni sulla reale opportunità offerte dal cloud computing.

Il volume di conversazioni sul tema è stato sintomatico di quanto l'argomento sia a cuore degli utenti-cittadini e di come alcune innovazioni tecnologiche, lungi dall'essere argomento per specialisti, hanno concrete e immediate ripercussioni sulla vita di tutti i giorni.

I più attenti si saranno accorti della recente convergenza verso il cloud computing, un'idea di sincronizzazione della vita digitale: email, foto, musica, video, documenti e software in un unico luogo digitale e non più in un solo supporto fisico. Da tempo anche la pubblica amministrazione ha in programma ingenti migrazioni al cloud computing per ottimizzare servizi e tagliare costi pur con la grande incognita della sicurezza e della reperibilità dei dati e, appunto, della fragilità del sistema come sembrava aver messo in dubbio il black-out di Poste Italiane.

La riflessione principale che ne è scaturita ha investito la dimensione non più locale ma globale delle norme che regolano il cloud computing e degli scenari competitivi che si stanno delineando. Ciò che appare prioritario è la definizione di leggi che obblighino a indicare dove risiedono geograficamente i dati e il back-up e a comunicare come questi sono protetti. Più difficile sembra invece poter evitare scenari in cui pochi player detengono, con evidenti svantaggi e pericoli, il mercato intero del cloud computing.

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