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I social media e lo tsunami in Giappone

Nei giorni della tragedia un aiuto dalla piattaforme social

Aprile 2011

Nei giorni dell'emergenza, i social media hanno facilitato le comunicazioni degli utenti e delle autorità, fornendo supporto e coordinamento alle operazioni di ricerca dei dispersi.

Il dramma del Giappone dell'11 marzo scorso ha toccato il mondo intero, coinvolgendo i cinque continenti in un'ondata emotiva senza pari. Negli attimi successivi al terremoto, e al conseguente tsunami scatenato dal movimento tellurico, i social media hanno avuto un ruolo cruciale nel costruire un flusso informativo istantaneo su quanto stava avvenendo, un racconto di immagini e parole reso possibile dai milioni di tweet e di post lanciati con sgomento nella Rete.

La copertura dei fatti, in senso giornalistico, non è stato il solo incarico assolto dai social media. Nei giorni più angosciosi dell'emergenza, Internet e le principali piattaforme di condivisione hanno facilitato le comunicazioni degli utenti e delle autorità, fornendo supporto e coordinamento alle operazioni di ricerca dei dispersi.

Negli attimi successivi al disastro, nonostante il maremoto e il blackout elettrico, la Rete ha continuato a funzionare, consentendo agli utenti di informare parenti e amici in ogni parte del pianeta. Secondo una stima effettuata da Tweet-O-Meter, un'ora dopo il terremoto il flusso di tweet inviati da Tokyo ha sfiorato i 1.200 al minuto.

A distanza di pochi giorni dagli eventi, mentre l'ufficio del Primo Ministro giapponese creava un account Twitter in inglese (@JPN_PMO) per informare il mondo sulla situazione del Paese, la Tokyo Electric Power Company ne creava un altro (@OfficialTEPC0) per aggiornare sullo stato delle due centrali danneggiate, in poche ore seguito subito da 190.000 follower.

Decisivi infine per la ricerca dei dispersi e il coordinamento delle operazioni, i tool ideati da Youtube e Google: Shousoku, il canale video contenente i filmati delle vittime del disastro in cerca dei propri cari, e Google's Crisis Center, un’unità di crisi online con un motore di ricerca per dispersi, un'area per la raccolta fondi e un aggregatore di risorse come mappe geolocalizzate, link istituzionali su trasporti e bollettini, informazioni generate dagli utenti relative a dispersi e localizzazione di centri di soccorso di emergenza.

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