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Spot video ed interattivi online

Ultima modifica 29/07/2008 17:57

Da YouTube a Hulu fino ai videogame - agosto 2008

A cura di Gioia Feliziani

Un mercato in continua crescita quello degli spot video online: secondo un recente studio targato Forrest Research sono stati 471 milioni di dollari gli investimenti pubblicitari nel settore, che diverranno ben 7, 5 miliardi nel 2012.
Una torta golosa quindi, dove e’ difficile non metterci le mani. Neanche YouTube, la più grande community di video sharing non ha resistito alla tentazione. E’ recente, infatti, la notizia che presto il social network inserirà spot tematici all’interno dei video.
In fondo c’era da aspettarselo, visto gli scarni introiti provenienti dall’inserimento dei soli link sponsorizzati, che hanno fatto registrare un introito di “solo” 200 milioni di euro nel 2008.
I dubbi sono tanti. Innanzitutto: come reagirà l’audience?
Visibile Measure, azienda specializzata nella rilevazione del comportamento on line, stima che un buon 30% degli utenti abbandona la visione di un video entro il primo 10% della visione, in special modo alla presenza di uno spot. Visto però il “quasi” monopolio di YouTube nel suo genere, e’ difficile prevederlo.
Fatto sta’, che ben presto all’interno dei video di couture saranno inseriti i c.d. “PreRoll”, vale a dire spot di 15" fino ai 30" prima della partenza del video vero e proprio o i meno utilizzati “PostRoll”, posti, appunto, in coda.
Le agenzie stanno studiando modalità che siano meno invasive e più efficaci di inserimento della pubblicità, come ad esempio far partire lo spot in una finestra separata o addirittura collegando inserzioni ad oggetti presenti nel video, come ad esempio uno spot sulle auto collegato alla macchina condotta da uno dei personaggi dei video fruiti.
Nel frattempo Hulu, il sito di free video online controllato da Nbc Universal e da News Corp, attualmente fruibile solo dagli utenti USA, parla di quella che Jean – Paul Colaco definisce la “pubblicità scegli la tua avventura”: prima della visione sarà lo stesso utente a scegliere a quale pubblicità e’ più interessato.
Un modo per conciliare gli interessi degli user con quelli aziendali?
Un altro settore in continua espansione e molto appetibile e’ quello della pubblicità video/ interattiva nei videogame, che entro il 2012, secondo una recente ricerca targata Nielsen, arriverà ai 2 miliardi di dollari.
Ben l’82% dei giocatori, ritiene piacevole l’utilizzo del gioco nonostante la presenza dello spot, il 61% e’ addirittura favorevole al loro utilizzo e, dato ancora più interessante, il 60% si sente più coinvolto perché l’inserimento della pubblicità rende l’esperienza del gioco più vicina alla realtà.
La nostra quotidianità, volenti o nolenti, non e’ fatta ormai anche di pubblicità?
Allora perché non far diventare la sua fruizione un bene da barattare? Tu mi dai un servizio gratis e io ti guardo la pubblicità, ancor meglio se corrisponde ai miei interessi.

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